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Sinister 2 – Ciaràn Foy, 2015

Il collegamento principale tra Sinister 2 e l’episodio che precede questa pellicola è nel personaggio del vicesceriffo, amico del defunto Ellison Oswalt (Ethan Hawke), che cerca di risolvere il mistero che proprio Oswalt aveva scoperchiato: una serie di filmini terrificanti, scoperti nella casa in cui abitava, avevano infestato la sua vita e quella della sua famiglia. Una serie analoga di super 8 disturba i sogni prima la veglia poi di due fratelli, appena affidati alla madre dopo la separazione dal marito violento e trasferitisi in una casa disabitata da tempo. La stessa casa che il vicesceriffo era sul punto di bruciare, sperando di mettere fine alle storie di morte che quei filmini raccapriccianti raccontano. Come fare a convincere Courtney, la madre dei due fratelli, che quella casa è infestata, visto che non sembra tanto propensa a credere ai fantasmi? Una risposta c’è: simpatizzare con il figlio più sensibile e introverso, Dylan – vittima scelta dagli spiriti che infestano l’edificio – e tentare di prevenire il ripetersi di una tragedia. Continua a leggere

In un posto bellissimo - Giorgia Cecere, 2015

In un posto bellissimo – Giorgia Cecere, 2015

Quante centinaia di migliaia di euro incasserà In un posto bellissimo, e ci scusiamo per il poco raffinato gioco di parole? Riuscirà almeno a pareggiare il denaro investito, arrivato da tanti piccoli e meno piccoli finanziatori – come succede sempre per i film indipendenti e, da un po’ di tempo, anche per quelli firmati da produttori apparentemente più facoltosi? Non c’interessa così tanto perché conosciamo la risposta: il botteghino sarà un bottino magro, probabilmente, se pensiamo alla media di film come questi. Eppure il film diretto e sceneggiato da Giorgia Cecere non è un cattivo film, anzi: nella sceneggiatura trova il suo pregio principale, seppure un vestito un po’ più corto avrebbe dato più giustizia a quel corpo. Sceneggiatura come insieme di svolte narrative e morali che plasmano i personaggi ma anche come struttura di semine e raccolti, set-up e pay-off che, distanze talvolta eccessive a parte, riescono a raccontarci un cambiamento profondo. Continua a leggere

400 blows #71 – Once upon a time in China (Tsui Hark, 1991)

Non è Sergio Leone, non c’è Robert De Niro. Ma come definire Jet Li se non il De Niro dei film di arti marziali? Nel fiore dei suoi anni recita nel primo capitolo di una bella trilogia che racconta come la Cina, rappresentata da tanti maestri di arti marziali e dai loro discepoli, abbia saputo resistere alle invasioni dei popoli che di volta in volta l’hanno minacciata, attaccata e che poi hanno ceduto.

It’s not a Sergio Leone or Robert De Niro film but isn’t Jet Li as good as De Niro, in his own field? Known as a rising star of 90s Chinese cinema, he acts in the first chapter of an amazing trilogy that tells how China – embodied by a lot of masters and disciples – could resist to its various invaders who threatened and attacked the Country, and then beat a retreat.

71) Once upon a time in China, in 400 blows

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Ip Man I e II – Wilson Yip, 2008/2010

A breve uscirà il terzo capitolo della serie diretta da Wilson Yip: Ip Man III, per l’appunto. Ecco un breve riassunto dei due capitoli precedenti.

Ip Man è invincibile. Stop.

La cosa che più si apprezza del dittico, come in buona parte dei buoni film di arti marziali, sono le scenografie, le coreografie e il montaggio, quest’ultimo davvero in grado di fare la differenza quando qualcos’altro manca di originalità. Anche la profondità della sceneggiatura e dei personaggi, però, sono requisiti fondamentali affinchè il film non risulti una semplice sequenza di botte da orbi. Possiamo affermare che Ip Man I e II rispettano con discreto zelo questi principi: solo il montaggio del primo episodio appare in qualche occasione – titoli di testa compresi – un po’ ingenuo e troppo simile ai videogiochi cosiddetti picchiaduro dei primi anni ’90 (Tekken 2 e 3, per intenderci). Ma possiamo sorvolare perché sebbene la trama di un film di arti marziali sia praticamente sempre la stessa, e Ip Man non fa eccezione, è nei dettagli che bisogna indagare. Continua a leggere

400 colpi / 400 blows #70: Filmage. The story of Descendents/All (Deedle Lacour, Matt Riggle, 2013)

E se il punk degli anni ’90 fosse nato negli anni ’70? E se gruppi come i Blink 182 e i Foo Fighters sostengono che sei stato il loro modello? Stiamo parlando del gruppo nato come Descendents e poi diventato All, che nel cuore di tutti viene ricordato per una spontaneità e una forza atipiche anche per il punk. Gran bel found footage, ritmo frenetico, interviste orchestrate con equilibrio e pathos.

What if ’90s punk-rock were born in the ’70s? What if Blink 182 and Foo Figthers claim you are their original model? We’re talking about 4 guys called Descendents who later changed their name into All: every fan remebers them because of their energy and spontaneity, unusual even for a punk-rock band. Terrific found-footage, frenzied rhythm, touching and well-balanced interviews: this movie is a hit!

70) Filmage: the story of Descendents/All, in 400 blows

400 colpi / 400 blows #69 – The Babadook

Nonostante The Babadook non rinunci a molti luoghi comuni di un horror medio, riesce a renderli più gradevoli. O ripugnanti, giacché si parla di horror. Succede che una madre ha un grosso fantasma che dal passato si ripresenta nel presente in varie forme. Soprattutto quella del figlioletto iperattivo e un po’ sensitivo. Insomma: una riflessione non banale sul ruolo dei morti nelle nostre vite.

Even though The Babadook doesn’t reject some of the average horror clichés, it manages to make them more likable – or more repulsive, since we’re talking about a horror movie. Here’s the story: a mother deals with a ghost from the past that is still haunting her. It takes on the human form of her little son, a sick psychic. Here’s the meaning: a due consideration about how dead people can influence the living ones.

The Babadook, in 400 colpi / The Babadook, in 400 blows