400 colpi #68 / 400 blows #68 – Quel che resta del giorno / The Remains of The Day (James Ivory, 1993)

Cosa resta della vita di un maggiordomo che ha dedicato ogni molecola del suo corpo, ogni istante della sua esistenza a servire il proprio lord? Che lo ha fatto fino a mettersi in ridicolo, forse senza nemmeno rendersene conto fino in fondo, ma vivendo quel suo disagio con la compostezza di un marmo di Michelangelo? Un sentimento abortito, quel che resta di un amore soffocato dalle “buone maniere”.

What’s left from the life a butler lived just to serve his lord the best he could, always trying to please him the most thoughtful way? He made himself ridiculous and he probably wasn’t even aware of it, but he dealt with that discomfort as detached as a Michelangelo’s statue. In the end, he only got a suspended feeling, the remains of a love silenced by “good manners”.

Quel che resta del giorno, in 400 colpi / The remains of the day, in 400 blows

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400 colpi #67 – Vita di Pi – 400 blows #67 – Life of Pi

La storia del nome “Pi” è una metafora icastica quasi quanto il lungo racconto di cui lo stesso Pi è protagonista. Curiosità senza fondo, pazienza infinita come le cifre del pi greco, paura quanto basta per restare vivo e forza di volontà per tener testa a un circo intero. Su una zattera di un paio di metri quadrati in mezzo all’oceano pacifico. La vita di Pi è quella che tutti dovremmo costruirci.

There’s a metaphor behind the name “Pi” as clear as the long story that Pi himself lives. He’s got endless curiosity and patience – like the number of π -; he’s able to control his fears, to manage to stay alive and train a whole circus upon a 2 square meters raft. Life of Pi is the one everybody should experience.

Vita di Pi, in 400 colpi / Life of Pi, in 400 blows

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Frequencies – Darren Paul Fisher, 2013

Frequencies è un film di fantascienza scritto, diretto e prodotto da Darren Paul Fisher. Per circa 3/4 è un film molto gradevole e avvincente: una storia d’amore sui generis tra due bambini, poi ragazzi, poi adulti (o giovani adulti, secondo un tragicomico ossimoro molto in voga). I concetti di innamoramento e amore, però, sono analizzati attraverso una lente originale, che ci permette di affacciarci su un mondo parallelo e di conoscere le sue regole per la prima volta. Lasciandoci credere che sia davvero la prima volta quando, in realtà Continua a leggere

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Cobain – Montage of Heck (Brett Morgen, 2015)

“Mi odio e voglio morire” non era soltanto inchiostro su un foglio e voce su un nastro. Era la volontà più profonda di Kurt Cobain, evidentemente, che è poi diventata il suo destino. Lui odiava le luci della ribalta, non sarebbe voluto diventare lo stereotipo della rockstar che si arrangia come può per risolvere i problemi che ne hanno accompagnato l’adolescenza e compensare le carenze di affetto e i troppi rifiuti ricevuti. Che muore a 27 anni, come qualche celebre predecessore successore. Lo è diventato comunque, processo che Cobain – Montage of Heck cerca di spiegarci con quella che sembra la giusta distanza dai fatti e un’equilibrata ricerca giornalistica, senza tralasciare la carica emotiva che un’icona del rock può portare con sé. Nonostante sia una biografia autorizzata, che non per forza deve voler dire condiscendente. Continua a leggere

400 colpi / 400 blows # 66 – Una giornata particolare / A special day (Ettore Scola, 1977)

Lei (Sofia Loren) è la tipica donna fascista: madre di sei figli ma quasi sette, che così arriva il bonus per le famiglie numerose; e moglie di un burino esaltato. Sola in casa, conosce lui (Marcello Mastroianni), che detiene una qualità particolare, appunto. Si scrutano, si piacciono, si sfidano, ognuno dei due tenta di nascondere qualcosa all’altro. Non ci riescono: la nostra natura ci svela comunque.

She is the kind of woman that Fascism produces, married to a fanatic bumpkin, mother of six trying to get pregnant to receive the subsidy for large families. Home alone she meets him, a very special man. They check each other out, they like each other, they both hide something from each other but don’t manage to, because human nature always reveals what we are.

Una giornata particolare, in 400 colpi / A special day, in 400 blows.

400 colpi #65 – Alfredo Alfredo (Pietro Germi, 1972)

Un amore a tutti i costi non può esistere. Nato per caso, cresciuto in fretta e degenerato altrettanto presto: sarebbe dovuto finire prima della sua morte – del matrimonio. Eppure Alfredo, alfiere del “meglio così”, non ce l’ha fatta ed è costretto a sorbirsi tutta l’esuberanza e le ossessioni di Mariarosa. Edificato su stereotipi oggi un po’ vecchi, per quanto validi, Alfredo Alfredo è una commedia all’italiana più amara che divertente. Anche più sdolcinata. Ma funziona.

It can’t exist a love at any cost. Born by chance, grown up too fast and degenerated just as fast, that love would have finished before its death – before the wedding. But Alfredo didn’t manage to kill that love: he’s dull and he forces himself to suffer Mariarosa’s obsessions. Built on stereotypes – a bit old for today but still valid – Alfredo Alfredo is the paradigm of the late italian-style comedy, sadder than amusing and a little mushy. But it works.

Alfredo Alfredo, in 400 colpi / Alfredo Alfredo, in 400 blows

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Sole a catinelle – Gennaro Nunziante, 2013

Prendere in giro chiunque senza distinzione di razza, orientamento sessuale o partito politico, cominciando sempre da se stesso, è il perno della maschera di Checco Zalone. Da Zelig al cinema, il comico è riuscito ad adattare i suoi sketch e le sue storie al diverso mezzo con cui le ha raccontate, senza perdere la più riuscita delle sue caratteristiche: l’espressione del volto inebetita, quel sorriso con cui finge di aver capito tutto e in realtà non ha capito nulla. Continua a leggere